Saints contro Pompey - Storia di una rivalità
nota: i risultati riportati all'interno dell'articolo fanno riferimento alla stagione 2003/2004 della Premiership
L’antagonismo tra Scummers e Skates è un fenomeno che pare non essere stato intaccato dallo scorrere della storia.
I tifosi del Portsmouth, fu riportato dai giornali locali, accolsero i loro rivali di Southampton con un fitto lancio di “clinker”- i rimasugli oleosi dei binari ferroviari – prima di una partita tra le due squadre nella “Southern League”. Accadde nel 1904. Circa 100 anni dopo, solo la terminologia è cambiata. Chiunque tifi per il Southampton è uno Scummer (gentaglia), i tifosi del Portsmouth sono Skates (faciloni).
Il match di Carling Cup del 2 dicembre, primo derby locale dal 1988 vinto dal Southampton per 2-0 con doppietta di Beattie, è stato macchiato dalla violenza. Un tifoso dei Saints ha descritto l’atmosfera di quella notte come di “puro odio” tra le due tifoserie.
Nonostante gli appelli delle due società per attenuare la tensione, anche la partita di campionato del 21 dicembre ha avuto un contorno fatto di schermaglie ed insulti tra le due opposte fazioni. Il trionfo dei Saints per 3-0 ha probabilmente fatto diminuire il nervosismo all’interno dello stadio, soprattutto per la frustrazione degli Skates ripiombati in zona retrocessione.
Tutto questo deve avere una motivazione. Poche partite di Premier League hanno richiesto negli ultimi anni un simile spiegamento di forze dell’ordine: strade chiuse; poliziotti a cavallo; tifosi ospiti scortati da militari in tenuta da sommossa. La FA ha fatto il suo anticipando la gara a mezzogiorno allo scopo di evitare pericolose “ubriacature” mentre pochi negozi o pub intorno al St. Mary’s sono rimasti aperti nelle ore di contorno alla partita.
“E’ una rivalità che riguarda tutto, dallo shopping al calcio” afferma Mike Hancock, deputato di Portsmouth e tifoso dei Pompey da 50 anni. “Entrambe le città sono dei porti, entrambe sono della stessa dimensione, si trovano a breve distanza fra loro e competono tanto culturalmente quanto economicamente. Southampton è più “aperta” e borghese. Portsmouth storicamente è più proletaria e dato che è sede di una base militare della Royal Navy, gli stipendi non sono mai stati altissimi…ma le cose stanno cambiando… A Southampton non hanno mai digerito di essere il secondo porto turistico del Paese. Per quanto riguarda il calcio hanno sempre giocato la carta dello snobbismo, ma senza effetto: sono sempre stati gelosi, sia della storia della città che della squadra di calcio! Cos’hanno avuto loro? Il soggiorno del Re “Canuto” e il Titanic, che affondò. Avranno anche uno stadio nuovo, ma ho visto con i miei occhi seppellire una maglia del Portsmouth sotto al St. Mary’s!”.
Come visto, anche un tifoso VIP come Hancock sente visceralmente la rivalità. Se il pedigree del Portmouth è più prestigioso di quello dei Saints (i Pompey sono stati campioni nel ’49 e nel ’50), è da sottolineare che il Southampton milita nella massima serie inglese da 26 anni consecutivi, un record secondo solo a pochissime “grandi” del calcio inglese e impiegando budget molto inferiori.
Nick Illingsworth, capo dei tifosi indipendenti dei Saints, ci racconta un aneddoto importante sulla storia dei rapporti tra le due città – “negli anni ’60 e ’70 Southampton prosperava grazie al commercio e al turismo. Poi, negli anni’80 a causa di decisioni politiche (Portsmouth sede delle operazioni per la Guerra delle Falklands) il porto rivale divenne molto più competitivo. Quando ci fu uno sciopero di grandi dimensioni, il tessuto commerciale di Portsmouth fu messo in ginocchio dalla decisione dei portuali di Southampton di tornare al lavoro. Il sindacato di Southampton si chiamava SCUM e da lì, probabilmente, la parola Scummers…”.
Gli stili delle due squadre di calcio hanno rispecchiato l’immagine storica delle rispettive città. Il Southampton ha avuto numerosi attaccanti dai piedi ottimi: Payne, Le Tissier, Shearer, Keegan, Channon e adesso Beattie. Il Portsmouth invece ha sempre dimostrato una simpatia maggiore per l’operosità e i giocatori senza troppi fronzoli. Una volta Le Tissier giocò un Testimonial Match a Fratton Park indossando la maglia dei Pompey padroni di casa. Quando Le God segnò un rigore pose fine all’eresia, si strappò la maglia e rivelò che sotto di essa ne indossava una dei Saints con la parola Scummer ben impressa sul petto. La storia di queste schermaglie si è accresciuta di un ulteriore capitolo di recente grazie a Wayne Bridge. L’ex ragazzo d’oro di Southampton, passato al Chelsea durante l’estate, si è trovato ad affrontare il Portsmouth nel Boxing Day di quest’anno. Ironia della sorte, Bridge ha realizzato il suo primo gol allo Stamford proprio contro i suoi avversari di sempre. Da vero Scummer il terzino della nazionale inglese ha esultato correndo sotto la curva dei tifosi ospiti e rendendosi protagonista di gesti e parole provocatori, naturalmente accolti non positivamente dagli Skates presenti.
Andando oltre alla rivalità storica, i due club hanno ulteriori differenze. Il Southampton, amministrato da qualche tempo dalla SLH di Rupert Lowe, veleggia ormai da anni nella tranquillità economica che si concilia ora, grazie all’opera di Gordon Strachan, a risultati sportivi molto buoni. I Pompey di contro hanno vissuto uno straordinario 2003 coronato dal trionfo in First Division e dal ritorno conseguente in Premier League. Nonostante ciò gli Skates non navigano nell’oro e nonostante i soldi promessi dal miliardario Serbo Mandaric, le prospettive rimangono non chiarissime. Portsmouth rimane però molto legata al suo vecchio Fratton Park e alla storia del suo club, tanto che i fans dei Pompey sono fra le tifoserie più appassionate dell’intera Premier League. Si dice “A Portsmouth il calcio è una religione, a Southampton è un’hobby”.
Tra le due dirigenze non c‘è poi tutta questa aspra rivalità, tende però a sottolineare il patron dei Saints Rupert Lowe. Il Presidente dei Saints afferma anzi che “non c‘è nessun motivo per cui le due società non possano prosperare insieme. Siamo entrambe grandi squadre, forse i Pompey avranno avuto un passato più glorioso, ma ciò non corrisponde alla situazione attuale. Inoltre Southampton guarda all’ovest come “riserva di tifosi”, una volta eravamo l’unico club di Premier a sud di Londra, ma c‘è spazio per tutti anche ora”.
